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La costruzione del castrum di Collicello risale al 1295 (Riformanza del comune di Amelia, A.C.A.), Venne fortificato nel XIV secolo ad opera degli Amerini come testimoniato in numerosi documenti dell’epoca. La storia medievale di Collicello è però legata indissolubilmente a quella del dirimpettaio castello di Canale, oggi purtroppo nascosto dalla vegetazione e a rischio di crolli. Questa fortificazione eretta tra il X e il XII secolo, diventa nel Trecento, l’oggetto del contendere fra lo Stato della Chiesa e la famiglia Chiaravalle, che ne reclamava il possesso. Negli anni si susseguirono le lotte tra Canale e Collicello che costituiva l’avamposto dello stato pontificio.


Nel 1353 il cardinale Albornoz nel tentativo di riportare ordine nello stato pontificio, iniziò le operazioni per la conquista di Canale e la sua successiva distruzione, il terreno tornò in possesso della Chiesa che nel 1362 inviò un castellano per la riedificazione della rocca. Nel 1377 i Chiaravalle riuscirono a rientrarne in possesso e la resero praticamente inespugnabile. Con la sua tetra figura dominava la valle meta delle scorrerie delle milizie chiaravallesi.


I borghi limitrofi e in particolar modo Collicello furono spesso soggetti ad attacchi e per questi motivi il governo di Amelia decise costruire un cassero a Colcello. A tale scopo venne inviato il maestro Giovanni di Bettona insieme a Giovenale da Narni e altri mastri del luogo costruì la torre che ancora oggi ammiriamo. La presenza della fortificazione non scoraggiò gli attacchi chiaravallesi tanto che nel 1449 la torre dovette essere restaurata a seguito dei gravi danni riportati.


L’11 Settembre del 1461 Matteo di Chiaravalle e le sue truppe, approfittando dell’assenza degli abitanti di Collicello recatisi alla fiera di Amelia, attaccarono il vicino castello, demolirono gran parte delle mura di cinta, fino alla torre grande e bruciarono le case all’interno del paese. La replica dello stato pontificio si attuò già l’anno successivo ed infine nel 1464 il castello di Canale fu demolito definitivamente. Un ultimo sussulto dei Chiaravalle ci fu alla fine del secolo quando il famoso condottiero Altobello, a seguito dei servigi prestati agli Amerini, si vide riconoscere il possesso dei territori di Canale. Nel 1500 fu tuttavia, sconfitto ad Acquasparta e ucciso dal popolo a cui era stato dato in pasto.

La posizione defilata rispetto alle vie di comunicazione, che aveva preservato Collicello dalle scorrerie, rende la comunità alquanto isolata dagli sviluppi dei secoli successivi rispetto ai borghi limitrofi, quali Sambucetole e Castel dell’Aquila. Il paese rimane fino al XX secolo, confinato al centro storico e ai grandi casali che punteggiano la campagna e non conosce uno sviluppo urbano. Nel Novecento il borgo si espande oltre la piazza della “buca”, cosi’ detta per il fatto che vi si accedeva tramite un’apertura creatasi nelle mura di cinta, poi sostituita con un arco a tutto sesto che oggi costituisce l’ingresso al centro storico. La crescita pero’ si arresta negli anni 80 quando di fronte alla richiesta di abitazioni più spaziose e confortevoli, non si riesce a far fronte con un piano urbanistico adeguato. La ricerca del lavoro causa un flusso migratorio verso le grandi città e il borgo progressivamente si svuota.


veduta di Collicello e Canale dei primi del '900




Ruderi della rocca di Canale in una fotografia dei primi del 900




Veduta della Rocca di Canale dal sentiero di Accesso